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Simon Mitchell, Medico e Ricercatore

I Protagonisti della Subacquea a Y-40® The Deep Joy.
In collaborazione con l'Hyperbaric School of Padua, Master di II Livello in Medicina Subacquea ed Iperbarica, dell'Università degli Studi di Padova diretto dal prof. Gerardo Bosco.

I Protagonisti della Subacquea: Simon Mitchell

Simon Mitchell è un medico neozelandese specializzato in medicina iperbarica e anestesiologia e professore associato di Anestesiologia e direttore del Dipartimento di Anestesiologia all'Università di Auckland. 

Mitchell ha ricevuto un dottorato di ricerca per il suo lavoro sulla neuroprotezione da lesioni cerebrali emboliche, ha pubblicato numerosi articoli di ricerca e revisione nella letteratura medica subacquea. Mitchell è un autore e un appassionato subacqueo tecnico. Ha scritto due capitoli dell’ultima edizione di Bennett and Elliott’s Physiology and Medicine of Diving, ed è coautore del libro di testo di immersione Deeper Into Diving con John Lippmann ed è coautore del capitolo su Diving and Hyperbaric Medicine in Principles of Internal di Harrison.

Mitchell iniziò ad immergersi nel 1972 è la sua immersione prevede principalmente l’uso di rebreather per esplorare relitti a profondità estreme.

Dopo la laurea in Biologia Umana conseguì quella in Medicina e Chirurgia, specializzandosi poi in Anestesiologia, conseguendo il certificato in Medicina subacquea e iperbarica dell’Australian and New Zealand College of Anesthetists, del quale dal 2008 è ufficialmente membro.

Mitchell è stato vicepresidente della Undersea and Hyperbaric Medical Society (UHMS), dove ricopre tutt’ora il ruolo di presidente del comitato subacqueo dell’organizzazione. Nel 2010, è stato premiato con l’Albert R. Behnke award per i suoi eccezionali contributi scientifici ai progressi nell’attività biomedica sottomarina.

Suoi gli studi e le numerose immersioni a grandi profondità alla ricerca della nave ospedale Centaur, affondata durante la 2^ Guerra Mondiale. 

 

Nel 2015, quando Simon Mitchell ricevette il premio DAN/Rolex Diver dell’anno, ottenne anche il premio Bravo dai New Zealand Skeptics per la sua confutazione delle affermazioni in un articolo del New Zealand Herald che teorizzava sull’effetto placebo delle macchine iperbariche.