Unesco
Water Dream Memory (2026)
La Biennale Venezie, May 1st, 2026
WATER DREAM MEMORY
Nel cuore di Venezia, dove i confini fluidi tra storia e futuro si confondono continuamente, l’acqua si riafferma non solo come risorsa, ma come stato profondo dell’immaginario umano.
Inaugurata il 30 aprile alle ore 18:00 a Palazzo Zorzi – sede dell’Ufficio UNESCO di Venezia – la mostra Water Dream Memory, curata da Eriberto Eulisse, affronta l’acqua come elemento di soglia: instabile, sfuggente, in bilico nel delicato spazio tra presenza e scomparsa.
Questa condizione liminale rispecchia la nostra crisi ecologica contemporanea – frammentata, incerta e spesso impercettibile.
Presentata durante la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, la mostra presenta opere di Sara Bonaventura e Lukas Taido selezionate dal Global Network of Water Museums (WAMU+NET), un’iniziativa di punta dell’UNESCO-IHP (Programma Idrologico Intergovernativo).
La mostra, nell’ambito del progetto S+T+ARTS Aqua Motion, va oltre le narrazioni puramente tecniche per promuovere un approccio al cambiamento ambientale incentrato sull’uomo. Gli artisti traducono i dati scientifici in immagini viscerali e tensioni spaziali, permettendo all’acqua – presente, assente o ricordata – di emergere come una forza critica e sensibile.
Attraverso questa indagine estetica, la mostra promuove una “nuova cultura dell’acqua”, riconnessione delle comunità con l’acqua come patrimonio condiviso e responsabilità collettiva.
Allontanandosi dalle tradizionali narrazioni catastrofiche, *Water Dream Memory* crea delle “zone di attenzione” immersive. Invita gli spettatori a rallentare e a rapportarsi con l’acqua non come una “risorsa neutra”, ma come una “materia vivente” plasmata dal tempo, dalla circolazione e dalla cura – facendo eco alla verità filosofica secondo cui l’acqua non è solo una sostanza, ma il fluido stesso attraverso il quale percepiamo il nostro mondo.
PROGETTO - Thermal Alchemy
Con la residenza Thermal Alchemy (Challenge 11 – Re-imagining Water), Sara Bonaventura esplora le acque termali di Montegrotto Terme, muovendosi tra archeologia, geologia e biologia.
L’opera multimediale ripercorre un viaggio cosmico dalle origini della Terra al cuore pulsante dei Colli Euganei, dove l’acqua diventa il ponte tra il profondo tempo geologico e l’inconscio. Ispirata alle più recenti teorie in astrobiologia, che identificano le sorgenti termali primordiali come la culla biochimica della vita, la narrazione ripercorre la storia del pianeta in 15 minuti. Dall’emergere della vita anaerobica e aerobica nell’oceano ancestrale ai segreti dell’endosimbiosi, riscopriamo nei cianobatteri dei fanghi Euganei i testimoni primordiali di un’epopea biologica ininterrotta. Il circuito delle acque termali viene inteso non solo come un fenomeno geologico, ma come un rituale di guarigione radicato nel genius loci dei Colli. Questo rituale di riconnessione ancestrale si incarna nella performance subacquea di Julie Gautier, ispirata alla figura della sacerdotessa di Reitia, l’antica divinità venetica delle acque e della cura.
Le sorgenti emergono come un’alchimia termale sprigionata da vulcani senza crateri: un ponte liquido tra la memoria delle rocce e la nostra stessa matrice. In collaborazione con il Museo del Termalismo Antico e del Territorio di Montegrotto, questo percorso proseguirà coinvolgendo la comunità locale: un invito a percepire il termalismo come un abbraccio cosmico, dove l’acqua che scorre oggi è la stessa che, per miliardi di anni, ha custodito e rigenerato il mistero della vita.
L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò
e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.
Leonardo da Vinci
«Con queste parole evocative e poetiche, l’artista-scienziato rinascimentale per eccellenza cattura la nostra profonda connessione esistenziale con l’acqua: un rapporto definito dal fluire del fiume e inestricabilmente legato alla percezione dell’attimo presente, sospeso tra un passato sfuggente e un futuro inafferrabile.
Significativamente, la visione di Leonardo come scienziato e ingegnere idraulico trascende la mera percezione dell’acqua come fonte di sfruttamento.
Egli vede nell’elemento liquido, infatti, il “vetturale della natura” — la linfa vitale di ogni essere vivente e, come tale, la fonte privilegiata dell’ispirazione artistica.
Guidati da quella visione olistica che in Leonardo non separava mai l’osservazione scientifica dall’intuizione e dalla pratica artistica, sorgono alcune domande legittime.
Come reagirebbe il genio vinciano all’odierno sconvolgimento ecologico e ai ripetuti abusi che i comportamenti e i modelli di sviluppo attuali infliggono alla natura su scala globale? Di fronte all’urgenza della crisi idrica planetaria, quali visioni promuoverebbe lo scienziato-artista che vide nel fluire dell’acqua il ritmo della vita?»
«La mostra Water Dream Memory esplora questi interrogativi fondamentali, indagando il ruolo dell’arte contemporanea nel tradurre la ‘memoria liquida’ dell’acqua in una visione profonda per il nostro futuro.
Ci si potrebbe chiedere se l’arte contemporanea debba in qualche modo assumersi la responsabilità di affrontare il tema della crisi idrica globale, promuovendo prospettive più lungimiranti nel rapporto tra l’umanità e la Natura.
In un mondo assediato dal degrado ambientale, le nuove tendenze artistiche che oggi mirano a creare una maggiore consapevolezza sul valore dell’acqua e a prevenire ulteriori sprechi, inquinamenti e banalizzazioni dei fiumi — rivestono una dignità pari a quella di innumerevoli artisti, filosofi e scienziati che in passato si sono accostati all’elemento liquido con rispetto, e con l’uso di metafore ed espressioni volte a stupire per riconnetterci all’essenza della vita stessa».
Il curatore, Eriberto Eulisse
Video Credits
Director and editor: Sara Bonaventura
Producer: S-T-ARTS and Global Network of Water Museum
UW Team: Behind the Mask, Florian Fischer (DoP), Vanessa Cara-Kerr, Flora Gläßer, Janaína Bon De Sousa
Photographer: Tony Meyer
Freediving Performer: Julie Gautier
Location: Y-40® The Deep Joy
Dicono di noi...
SARA BONAVENTURA
Sara Bonaventura è un’artista visiva italiana, dottoranda e docente, che opera all’intersezione tra media visivi e tecnologie emergenti. La sua pratica affonda le radici in un’etica “post-natura”, fondendo l’archeologia dei media con la fantascienza e l’idrofemminismo per esplorare la transcorporeità con genealogie interdisciplinari. Come storyteller, indaga come i linguaggi visivi possano colmare il divario tra i modelli scientifici e l’esperienza sensoriale.
Le sue opere sono state presentate in festival e istituzioni internazionali come NYC Anthology Film Archives, Ann Arbor Film Festival, Athens Digital Arts Festival, ISEA all’Asia Culture Center di Gwangju, al MOMus di Salonicco, al Matadero di Madrid, alla Boston CyberArts Gallery etc. Ha ricevuto premi per il miglior cortometraggio sperimentale all’Annual Aarhus Film Festival e al Los Angeles Super Shorts Film Festival con un’opera ispirata a modelli scientifici, proiettata anche alla COP27 di Sharm El-Sheikh tramite ikonoTV, al FIBER Festival di Amsterdam, al Copenhagen Nature & Culture Festival, ecc. Il suo lungometraggio d’esordio, Forest Hymn for Little Girls, ha introdotto un approccio documentaristico basato sulla comunità ed è stato presentato in anteprima al Thessaloniki Documentary Festival.
È stata selezionata per La Biennale College Cinema Immersive 2025 e per il Venice Gap-Financing Market all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.